
Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia
di Michele Ruol,
la foresta che brucia è insieme un luogo reale e una metafora: ciò che resta dopo l’incendio è la traccia di un passaggio, la misura di una perdita. Ruol compone un testo frammentato e preciso, dove ogni parola è scelta come parte di un inventario emotivo e materiale.
Nel libro Il tono è essenziale, a tratti lirico ma mai compiaciuto. Si alternano immagini di devastazione e silenzi che diventano parte del racconto. L’autore osserva ciò che sopravvive — oggetti, ricordi, resti umani e naturali — e ne fa un catalogo che parla di fragilità, memoria e ricostruzione.
Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia è un libro sulla resistenza del senso, sul bisogno di nominare ciò che non si può più salvare. Ruol scrive con rigore e misura, restituendo al lettore la concretezza del dolore e la dignità di ciò che rimane.

